Federica: PhD in Lingue e Genere

Federica Formato

Nome: Federica (ma qui tutti mi chiamano Frederica)

Età 30

Italiana di… Benevento (e poi dico…but the closest bigger city is Naples 🙂

Professione Dottoranda (e tanti lavori part-time)

Percorso di studi Triennale in Lingue e Letterature Straniere (Napoli), Specialistica in Linguistica (Bologna), Erasmus (Glasgow), Leonardo (Stirling), MAE-CRUI (Roma)

Da quanto tempo vivi a Lancaster e perchè hai deciso di trasferirti in una città inglese che non fosse Londra? Vivo a Lancaster da quasi due anni, dopo aver vissuto un anno in Scozia e altri due a Manchester. Non vivo a Londra perché più che la città mi sono lasciata trascinare e trasportare dalle esperienze, ultima in ordine cronologico il mio PhD alla Lancaster University. Inoltre credo che Londra sia troppo grande per me che vengo da una piccola realtà in Italia. Qui a Lancaster c’è qualche italiano – tra cui io – sicuramente in meno che a Londra, molti ristoranti – considerate le dimensioni – fintamente italiani. Apparentemente c’è anche un italiano famoso, almeno qui. Un certo Gegè che strombetta per le strade! J Non c’è una comunità di connazionali ma c’è una bellissima atmosfera internazionale perché il campus universitario conta 12.000 persone.

Che conoscenza avevi dell’inglese al tuo arrivo? Sono ‘arrivata’ molte volte qui nel Regno Unito, le mie esperienze hanno sempre avuto nel mezzo un periodo di Italia. Per quanto riguarda il mio ultimo arrivo (Settembre 2009), la mia conoscenza era un B1, ho poi dovuto approfondire l’inglese accademico per i miei studi ma non ho avuto problemi a (ri)ambientarmi dopo le due esperienze in Scozia (anche perché se sono sopravvissuta all’ Inglese della Scozia, il Nord-Ovest non poteva crearmi molti problemi J). Le mie competenze linguistiche ora sono molto più avanti (come è normale che sia quando si vive qui per tanto tempo).

Quando parli della tua professione, dici che sei dottoranda e tanti altri lavori part-time. Come mai? Ho deciso di optare per un PhD part-time perchè è auto-finanziato. Nel Regno Unito, ci sono molte borse di studio, soprattutto per materie scientifiche, mentre per le materie umanitarie (linguistica tra queste, ma anche storia, letteratura, etc..) è più difficile ottenere una scholarship e quindi come me, molte persone scelgono di pagarsi il percorso accademico – cervelli e portafogli in fuga! Sto pagando questo PhD con l’aiuto della mia famiglia ma anche con lavoretti part time. E’ importante rimboccarsi le maniche e seguire una o tutte le opzioni possibili. Io ho cercato una scholarship presso dipartimenti universitari (ne ho una annuale con la quale lavoro 3 ore a settimana per l’università) ma anche con enti diversi dall’università (ho ottenuto una scholarship anche da un’associazione culturare italiana a Londra). Altra soluzione è quella di fare dei lavori part-time per mantenersi (ho lavorato come interprete e traduttrice, al call-centre e front-desk) o lavori relativi alla carriera accademica (ho lavorato come Teaching Assistant all’University of Manchester, Lecturer all’University of Central Lancashire e ho insegnato per due anni Italiano presso una scuola di lingue a Manchester). Al momento mi è stato offerto un altro posto come Teaching Assistant qui alla Lancaster University. Il segreto è non starsene fermi, io continuo a fare domande per insegnare in università.

Si può imparare da qualsiasi lavoro, l’importante è restare fiduciosi, attenti, disponibili e darsi sempre da fare. In generale, e per i neo arrivati, una gita ai Job Centres è sempre un buon inizio. Un altro è stare al posto giusto nel momento giusto, inviare il CV, c’è un ventaglio di opportunità basta restare attivi!

Purtroppo in Italia ci è stata tramandata una brutta usanza, quella che gli ‘adulti’ sono necessariamente più saggi ed esperti dei giovani. Qui nel Regno Unito sembrano aver capito che l’intraprendenza e le esperienze dei giovani sono una risorsa, quindi nessuna scusa, tanto coraggio e speranza.

Come si trova lavoro nel campo universitario? Per cercare un PhD si possono percorrere diverse strade, il sito jobs.ac.uk può essere molto utile, di solito vengono pubblicizzati i PhD con borsa di studio in determinate discipline. Altrimenti si può contattare la persona di riferimento presso l’Università in cui si vuole fare il dottorato (di solito il lecturer o professor con cui si vorrebbe lavorare) e chiedere informazioni sul progetto di ricerca, possibili borse di studio e altro.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato? A 15 anni ero la teen-ager con i poster di Londra sul muro, poi è venuto un decennio più tardi il mio soggiorno in Scozia e poi il trasferimento qui nel nord-ovest. Sono uno di quei ‘cervelli in fuga’ ma sono anche un ‘cuore in gabbia’ perché questo è un paese molto diverso dall’Italia – nel buono e nel cattivo. La maggiore difficoltà è stare lontana dalla famiglia, ma anche il cibo, il tempo (ad esempio lo strano fenomeno della settimana estiva in un anno che capita senza preavviso e nello stesso modo va via) e soprattutto la competizione selvaggia tra le persone – che influisce sui rapporti interpersonali. La vita viene concettualizzata in modo completamente diversa e può lasciare un po’ spaesati.

Qualche consiglio agli italiani che sono in partenza per il Regno Unito alla ricerca di un lavoro? Qualcosa che credi non possa mancare prima della partenza? Quali sono secondo te i segreti di una job hunting di successo?  Quando mi viene chiesto, dico sempre di partire preparati. La swinging London in cui si veniva e si diventava ricchi facendo il cameriere è finita. Bisogna avere obbiettivi chiari e tentare il ‘botto’. Anche in termini di lingua, non credo si impari la lingua – almeno non una lingua ‘utile’ in prospettiva- in un pub. Consiglio un corso di inglese, una certificazione (Ielts or Toefl) prima della partenza e di informarsi tanto. Il Regno Unito offre tante possibilità quindi guardare verso Londra ma anche altre città. Magari all’inizio una un po’ più grande come Manchester, Birmingham, Glasgow, Newcastle. Bisogna essere flessibili e adattarsi ad un ambiente lavorativo dinamico ma anche esigente. Siate (metaforicamente) atletici, qui si corre!

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