Working from home coronavirus

Coronavirus e Lavoro. Quali ripercussioni?

Da più di una settimana, anche il Regno Unito è in lockdown: uffici, scuole, pubs e ristoranti sono stati chiusi. Si può uscire solo per acquistare beni di prima necessità, per assistenza medica o per svolgere attività fisica. Le restrizioni dureranno almeno fino al 13 aprile, ma probabilmente verranno ulteriormente estese dopo questa data.

La pandemia ha così costretto milioni di lavoratori (quattro su dieci) al flexible working, ovvero ad una modalità di lavoro da remoto, cosa che nel Regno Unito era già abbastanza diffusa prima del Covid-19. Non sono pochi infatti gli impiegati che beneficiano della possibilità di lavorare da casa uno o due giorni a settimana. Molte aziende avevano quindi già gli strumenti adatti ad affrontare, con prontezza, questa emergenza.

È indubbio che il mercato del lavoro in queste ore stia subendo un forte rallentamento, soprattutto in industrie come quelle del turismo e ospitalità. Una persona su venti ha già perso il proprio lavoro a causa della pandemia e una su dieci, si appresta a ricevere una riduzione di ore lavorative. In moltissimi, riceveranno la cassa integrazione. Il governo ha infatti messo a disposizione un Coronavirus Job Retention Scheme che consentirà alle aziende, temporaneamente e per un periodo iniziale di 3 mesi, di mettere in cassa integrazione i dipendenti assunti entro e non oltre il 28 febbraio 2020 (furloughed employees) ai quali spetterà l’80% del proprio salario. Idem per i liberi professionisti, ai quali pure verrà riconosciuto l’80% del proprio stipendio.

Molte selezioni, avviate prima che le misure restrittive entrassero in vigore, sono state bloccate. Per quelle invece ancora in corso, la metodologia è cambiata. Il settore del recruitment necessita infatti di incontri di persona per valutare competenze e professionalità dei candidati. Gli incontri di persona sono stati sostituiti da colloqui via Skype, Zoom, Microsoft Teams. Tra le grandi challenges del momento, c’è anche quella di identificare candidati interessati a cambiamenti lavorativi. Cominciare un nuovo lavoro infatti, prevede sempre un periodo di prova iniziale di tre mesi ed in questo momento di incertezze (si prevedono tagli di risorse e licenziamenti nei mesi a venire), si preferisce mantenere la sicurezza del proprio lavoro piuttosto che cominciare una nuova sfida in tempi poco stabili.

Nelson Mandela diceva “Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare sé stessi.”

Il virus ci sta imponendo stili di vita drasticamente diversi ai precedenti, e conseguentemente, ci pone di fronte ad un grande cambiamento, che avrà ripercussioni anche sul mondo del lavoro. Se non nel lungo periodo, sicuramente nel breve, come già stiamo vedendo e vivendo.

Da questi cambiamenti, c’è sempre qualcosa di positivo da imparare.

E allora perché non sfruttare questa mole di tempo che abbiamo per fare, professionalmente, tutto quello che rimandavamo da mesi? Per un nuovo corso e per apprendere nuove competenze, consigliamo di visitare siti quali Alison.com, CourseGate e Udemy.

Per chi volesse essere di aiuto agli altri in un momento così drammatico, pur continuando a consolidare il proprio CV, consigliamo invece di fare volontariato, da casa o se si ha la possibilità, anche uscendo, per fare assistenza di persona. Un sito di riferimento è quello del governo inglese dove troverete tantissime informazioni e link utili: https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-how-to-help-safely–2/coronavirus-how-to-help-safely

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