Federica: una studentessa a Londra

Federica Bellesso

Nome: Federica Bellesso

Età: 25 anni

Professione: Al momento studentessa, ma manca veramente poco alla fine di questo percorso!

Percorso di studi: Mi sono diplomata in Perito aziendale corrispondente in lingue estere in Italia, nel giugno del 2006. Successivamente ho intrapreso un corso di laurea in Relazioni Internazionali in Cattolica a Milano, tentativo sfumato dopo sei mesi di frequentazione del corso, ma tutto sommato meglio così. Qui a Londra sto per terminare un corso di laurea triennale in International Tourism e Hospitality Management con la Bournemouth University.

Da quanto tempo vivi a Londra e perchè ti sei trasferita qui? Vivo a Londra da poco più tre anni e mezzo. Le motivazioni per cui ho deciso di trasferirmi sono talmente tante ed intricate che rischierei di scrivere un poema. In sintesi diciamo che volevo darmi una nuova possibilità, lanciarmi in una nuova esperienza sulla mie gambe e capire quanto in là sarei potuta andare, entrare in contatto con persone con un background diverso dal mio, migliorare il mio inglese e responsabilizzarmi. Per di più ho sempre amato profondamente Londra, quindi al momento di decidere dove spostarmi è stata la scelta più naturale.

Che conoscenza avevi dell’inglese al tuo arrivo? Il mio livello ufficiale ai tempi del mio arrivo era un B2 nel quadro comune europeo, un livello intermedio avanzato tanto per intenderci. Nonostante tutto però non parlavo inglese regolarmente da 3/4 anni, quindi all’inizio è stato abbastanza traumatico riprendere la lingua, specialmente perché, nonostante il mio livello, la conoscenza dei vocaboli e dei verbi era prettamente scolastica.

Dopo quanto tempo e come hai trovato il tuo primo lavoro? Il mio primo lavoro è stato con Caffè Nero, nel negozio di Fulham Broadway, trovato in due settimane. Sono riuscita ad ottenerlo dopo aver consegnato il mio CV e aver fatto un colloquio all’head office a Long Acre, Covent Garden. Ho lavorato per due mesi come barista e successivamente mi sono spostata da Pret à Manger, per il quale ho seguito lo stesso percorso, più o meno. Ai tempi era possibile consegnare il proprio CV al Recruitment Centre a Victoria Station, ma so che ora questo step è cambiato ed il reclutamento del personale avviene tramite il sito internet. Personalmente rimango dell’idea che la cosa migliore da fare sia passare in ogni caso dai negozi e farsi vedere, magari fra i vari manager ce n’è qualcuno che necessita di personale in quel momento specifico, e se si trova particolarmente ispirato dal vostro CV può farvi saltare lo step dell’application online e mandarvi direttamente a fare un colloquio al Recruitment Centre. Provare non costa nulla.

A maggio concludi gli studi, che progetti futuri hai? Ricerca lavoro a Londra o in qualche altra città? Innanzitutto credo che mi prenderò un periodo di relax, tornerò a casa per stare un po’ con la mia famiglia ed amici e mi godrò un po’ di sole visto che quest’anno qui a Londra non si vuol proprio far vedere. Poi deciderò cosa fare! Una parte di me vorrebbe tornare in Italia, ma mi rendo conto che in questo momento non è assolutamente un’idea da prendere in considerazione. Non mi dispiacerebbe intraprendere un nuovo percorso in una città diversa, perché no, ho qualche conoscenza in giro per il mondo che mi potrebbe essere d’aiuto se mi volessi trasferire in paesi come il Canada o l’Australia, quindi potrebbe essere un’idea da tenere in considerazione. Al momento Londra è la mia casa e so che se decidessi di andarmene mi dispiacerebbe molto, per questo voglio avere le idee chiare prima di prendere qualsiasi decisione. La cosa più logica da fare sarebbe rimanere qui a Londra e sfruttare i contatti e le conoscenze per riuscire a trovare un lavoro che mi metta alla prova, ma in questo periodo le mie capacità di pianificazione sono abbastanza difficili da gestire, con gli ultimi esami alle porte e un ventaglio di scelte infinito. Mi prenderò un po’ di tempo e deciderò con calma.

Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate a Londra? Convivenza. Questa è senza ombra di dubbio la difficoltà maggiore da superare. Imparare a vivere con delle persone che non rientrano nella schiera “madre/padre/sorella/fratello” è veramente difficile, specialmente se si ha la sfortuna di incappare in persone che hanno una concezione di convivenza diversa dalla propria. È difficile riuscire a convivere se i propri coinquilini hanno un concetto tutto loro di pulizia o di ordine, tanto per nominarne un paio. Dopo tre anni e mezzo fortunatamente ho trovato le persone giuste con le quali vivo e sto veramente bene, non le cambierei per niente al mondo, ma ne ho vissute veramente tante ed ogni volta che parlo con altri italiani ne sento altrettante, ci si potrebbe scrivere un libro! Convivenza a parte diciamo che forse la difficoltà maggiore è stata riprendere fluentemente l’inglese, riuscire ad incastrarlo nella vita di tutti i giorni, magari parlandolo a lavoro e tornare a parlare italiano a casa, all’inizio è stato parecchio confusionario, ma comunque fattibile. Ricordo solo che avevo dei gran mal di testa a fine giornata nei primi tre mesi, ma sono sopravvissuta, e se ce l’ho fatta io ce la può fare chiunque!

Qualche consiglio agli italiani che sono in partenza per Londra e cercano lavoro nella capitale inglese? Qualcosa che credi non possa mancare nella ricerca lavoro? Buttatevi. Buttatevi nella ricerca del lavoro come se non ci fosse un domani. So che detto così sembrerà banale e scontato, ma dopo aver conosciuto una quantità d’italiani che si lamentavano di non essere riusciti a trovare lavoro nonostante avessero distribuito “ben 10 CV in tre settimane”, beh, mi sento di specificare la cosa. Nessuno vi busserà alla porta e o le sfondate voi oppure la via per tornare a casa sarà l’unica da poter prendere in considerazione. Avere spirito d’adattamento è essenziale, sia nella convivenza che nella ricerca del lavoro. Non siate schizzinosi nel vostro primo lavoro, specialmente se arrivate a Londra senza capirci un’h di inglese e l’unico lavoro che riuscite a trovare è il lavapiatti, fatevelo andare bene. La vita qui a Londra comporta un livello di adattamento e di capacità di cambiamento costante, chiunque lavori qui a Londra è nella maggior parte dei casi alla costante ricerca di un lavoro migliore, la mobilità è molto importante. Certo, con la crisi si è rallentato tutto, ma il concetto di base rimane: puoi trovare sempre di meglio, quindi non smettere mai di cercare, ma da qualche parte dovrai pur cominciare, anche dalla posizione di lavapiatti. Ho un amico che ha iniziato a lavorare 4 anni fa in un ristorante di Kensington come kitchen porter ed ora, dopo sacrifici e sbattimenti, è diventato manager. Qui in alto si può arrivare, non facilmente, non senza sacrifici, ma si può arrivare. L’importante è avere le idee ben chiare in testa e tirare fuori le unghie ed i denti. Il resto vien da sé.

Per conoscere meglio Londra attraverso le storie di Federica, leggi il suo blog Una stanza tutta per sè

Se vuoi anche tu raccontarci la tua storia, scrivici a communication@cvandcoffee.com

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