Come scrivere un curriculum in inglese

Cosa rappresenta il CV nel mercato del lavoro nel Regno Unito e nella ricerca del lavoro?

Un CV rappresenta te stesso! Ti permette di promuovere le tue esperienze, capacità e competenze. Nel Regno Unito anche il più umile dei lavori richiede un CV aggiornato da mandare all’agenzia di reclutamento o compagnia per la quale si vorrebbe lavorare. Inoltre, è molto utile avere un CV anche per le posizioni che richiedono la compilazione di un formulario online, in cui può essere utilizzato come linea guida.

Quanto tempo dedica un datore di lavoro alla lettura di un CV?

All’inizio veramente poco, bisogna essere in grado di catturare l’attenzione con un buon CV altrimenti la candidatura finirà nel mucchio dei ‘no’. Certamente, scrivere un buon CV non è un compito facile, ci sono molti dos and don’ts.

Cos’è quindi che un candidato deve tener presente quando scrive un CV? Quali sono le caratteristiche che distinguono un buon CV da un CV mediocre?

  • Il CV non deve mai superare le due pagine (un datore di lavoro non ha il tempo di leggere CV troppo lunghi);
  • Non è necessario inserire nel CV tutte le proprie esperienze lavorative, escludendo ad esempio quelle risalenti a più di 10 anni fa, specialmente se non sono rilevanti alla posizione a cui ci si candida;
  • Bisogna seguire un ordine cronologico nell’inserire le esperienze lavorative e le qualifiche;
  • Si inizia con un personal statement, ma che sia preciso, conciso e straight to the point;
  • Non si deve aver paura di dire esattamente ciò che si sta cercando, ad esempio ‘I’m looking for a full time job in advertising’;
  • Inserire i propri hobby e interessi è più importante di quanto si pensi. I datori di lavoro apprezzano leggere informazioni aggiuntive sul candidato. Un hobby interessante e diverso dai soliti ‘travelling/ reading/ cooking’ potrà aiutare il candidato a differenziare il proprio CV dai tanti che verranno letti;
  • Un buon CV deve essere scritto bene, non troppo lungo, senza errori di grammatica o di spelling, che includa le esperienze lavorative e qualifiche più rilevanti e con un personal statement che dica esattamente chi sei, cosa sai fare e cosa vuoi. Un CV mediocre è invece molto lungo, scritto male e con caratteristiche personali irrilevanti come l’età o l’appartenenza etnica.

Nella stesura del CV ci sono delle linee guida da seguire a seconda dei settori in cui si fa domanda? Puoi farci qualche esempio?

No, un CV dovrebbe sempre avere lo stesso tipo di layout. Un professionista avrà probabilmente più qualifiche da aggiungere sotto la voce Education e per alcune categorie professionali (ad es. psicologi o architetti) è importante aggiungere nel CV la registrazione all’albo o al Professional Body .

Quanto sono importanti le parole chiave in un CV?

Le parole chiave sono molto importanti: chi cerca il candidato ‘ideale’ non legge in dettaglio l’intero CV, ma cerca velocemente quelle parole rilevanti per assicurarsi che valga la pena continuare a leggere tutto il CV. Inserire le parole chiave rappresenta un modo efficace di adattare il proprio CV alla posizione per cui ci si candida. Ad esempio uno specialista nel campo dell’amministrazione, inserirà nel proprio CV parole come ‘veloce nella battitura, ben organizzato, ottime capacità comunicative (soprattutto al telefono), conoscenza del pacchetto Office’ e se queste keywords sono ben visibili all’interno del CV, aumenteranno le possibilità di essere considerati per un colloquio. 

Hai notato errori comuni fatti da candidati italiani nel CV?

Il formato, la grammatica e lo stile di scrittura sono di frequente sbagliati  e non rispondono ai requisiti che ci si aspetta in un CV nel Regno Unito. Inoltre, spesso vi sono molte informazioni non rilevanti. 

Molti degli italiani che arrivano nel Regno Unito hanno un’esperienza lavorativa breve ma un buon percorso di studi. Come si può tradurre questo in un CV, in termini di skills per presentarsi al meglio? Puoi farci un esempio?

Ci sono molte transferrable skills di cui poter parlare in un CV. Ad esempio, molti studenti durante l’università preparano progetti di gruppo e questo significa che hanno sviluppato capacità nel lavoro di squadra, molto richiesta dai datori di lavoro. Un altro esempio è il time management (basti pensare  agli esami da preparare rispettando tutte le scadenze).

Prendere un titolo di studio non vuol dire solo acquisire delle nozioni su una materia specifica, ma imparare e consolidare le life skills. Infatti, durante un corso di studi entri a contatto con un’ampia varietà di persone, impari ad essere indipendente, sviluppi spirito di iniziativa, indipendenza e dedizione per quello che fai. Ad un datore di lavoro piace molto leggere questo tipo di skills in un CV.

Un CV dovrebbe essere sempre accompagnato da una cover letter? E cosa vi si dovrebbe inserire?

La lettera motivazionale non è sempre richiesta dai datori di lavoro ma quando lo è, bisogna allora accompagnare il CV con una cover letter. Quest’ultima non deve essere più lunga di una pagina e deve essere strettamente attinente alla posizione o al settore per cui ci si candida. Inoltre, quando si scrive una cover letter, non bisogna parlare di tutte le proprie esperienze e qualifiche, ma essere concisi.

Intervista a Stella Michaelides – Consulente lavoro

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